
- Sito ben strutturato
- Presenza di app per smartphone
- Assente il gioco del Bingo
In Italia, nel 2026, «nuovo casinò online» significa due cose. Ci sono i marchi arrivati da poco — nel nostro elenco Stanleybet ed Elabet — e c'è la riforma del 13 novembre 2025, che ha rimesso a gara tutte le concessioni ADM: anche un operatore presente da molti anni oggi lavora con un titolo nuovo. Qui trovi entrambe le categorie e, per i sedici marchi che abbiamo controllato sul registro ADM, il numero di concessione.
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La domanda sembra semplice, ma oggi in Italia ha due risposte, ed entrambe sono corrette.
La prima è quella che ti aspetti: un marchio arrivato da poco sul mercato italiano, con una piattaforma aperta al pubblico di recente. Casi del genere sono pochi, e più avanti vedrai perché entrare oggi nel mercato regolamentato costa molto più di un tempo.
La seconda risposta riguarda tutti gli altri. Il 13 novembre 2025 è entrata in vigore la riforma del gioco a distanza: da quella data ogni operatore che serve legalmente i giocatori italiani lavora con una concessione nuova, rilasciata da ADM in base alla nuova disciplina. Anche un marchio presente sul mercato da moltissimi anni espone quindi un codice diverso da quello che aveva prima, ed è il motivo per cui, controllando la concessione in fondo alla home page di un sito legale, oggi trovi un numero che inizia con 16.
Questa pagina tiene insieme le due cose: gli arrivi recenti e i marchi di lunga data. Non è un elenco di soli casinò online nuovi e sarebbe scorretto presentarlo così.
Una precisazione sul metodo, perché cambia quello che leggerai qui sotto. L'elenco di riferimento di questa pagina è costruito sui numeri di concessione, non sulle date: la data che vedi sulla scheda di un casinò indica da quando quell'operatore è nei nostri archivi e non va letta come l'anno di nascita del marchio, perché le date che circolano mescolano tre cose diverse — la fondazione della società, l'arrivo del marchio in Italia e l'apertura del sito di gioco a distanza. Il numero di concessione, invece, chiunque può confrontarlo con il registro ADM: è l'unico elemento verificabile in modo indipendente, e ti permette di distinguere da solo una categoria dall'altra invece di fidarti del titolo di una lista.
Nella nostra selezione due marchi soltanto possono essere definiti arrivi recenti: Stanleybet ed Elabet. Sono gli ultimi due marchi entrati nella nostra selezione ed è a loro che si riferisce la parola «nuovo» nel significato che il lettore si aspetta. Stanleybet porta l'etichetta «Nuovo 2026»: è un'etichetta nostra e segnala l'arrivo più recente nella selezione, non la nascita di un marchio.
Per tutti gli altri vale la seconda definizione. L'elenco qui sotto raccoglie i sedici marchi di questa pagina per i quali abbiamo confrontato il numero di concessione, uno per uno, con il registro pubblicato da ADM. È ordinato per numero crescente — l'ordine più neutro possibile — e non riproduce l'ordine della lista in cima alla pagina, che non è una graduatoria di novità.
Se conti più schede che righe, è perché tre marchi compaiono due volte, con la scheda casinò e quella sport: casinò e scommesse stanno sullo stesso dominio e condividono quindi una sola concessione. Sono AdmiralBet, bwin e NetBet, segnalati nell'elenco. Diciannove schede, sedici marchi, sedici numeri.
Trovare marchi presenti da moltissimi anni in una pagina intitolata «nuovi casinò online» può sorprendere, e la spiegazione è quella della sezione di apertura: sono nuovi in quanto titolari di una concessione rilasciata con la nuova disciplina, non in quanto marchi appena nati. Se cerchi solo gli ultimi arrivi, guarda le schede di Stanleybet ed Elabet. Se invece ti interessa sapere quali siti operano oggi con un titolo aggiornato, l'elenco intero è rilevante.
In ogni caso il controllo che conta davvero è il tuo: cerca il numero in fondo al sito del casinò e confrontalo con il registro prima di aprire un conto. Nessun elenco, il nostro compreso, sostituisce quella verifica.
È il cambiamento più profondo che il gioco online italiano abbia vissuto da quando esiste il regime delle concessioni a distanza, e spiega quasi tutto quello che sta cambiando sui siti che frequenti.
La gara si è chiusa con 52 concessioni assegnate a 46 operatori: qualche gruppo ne ha ottenuta più di una, ma ciascuna vale per un solo sito. È il punto centrale della riforma. Nel modello precedente un concessionario poteva ospitare sotto la propria concessione più marchi secondari, le cosiddette skin: bastava un accordo commerciale e nasceva un «nuovo casinò» che di fatto era una vetrina diversa della stessa piattaforma. Quel meccanismo è finito. Oggi una concessione corrisponde a un dominio ufficiale, e i codici assegnati vanno da 16000 a 16051.
Le nuove concessioni durano al massimo nove anni e non sono rinnovabili. Il corrispettivo una tantum è di sette milioni di euro per concessione, una cifra molto più alta di quella del regime precedente: è la ragione per cui i debutti sono pochi e per cui un marchio nuovo, oggi, è quasi sempre il progetto di un gruppo già strutturato.
Per chi gioca, le conseguenze pratiche sono due. La prima: i marchi in circolazione sono meno di prima e il modello delle skin multiple sotto un unico titolo non esiste più — se ti stai chiedendo che fine abbia fatto un sito secondario che usavi, la domanda giusta è se avesse una concessione propria. La seconda: ogni sito autorizzato ha oggi un numero suo, che puoi controllare in un minuto.
Messa da parte la questione delle concessioni, resta la domanda pratica: conviene aprire un conto su un sito appena arrivato o su un marchio presente da molti anni?
Chi entra adesso non ha clienti da difendere, ha clienti da conquistare. Tende quindi a investire sull'offerta di benvenuto e sull'interfaccia, e parte da una piattaforma pensata per lo smartphone invece che adattata a posteriori: si vede nella rapidità con cui si apre la sezione giochi e nel numero di passaggi necessari per depositare. In cambio ti chiede fiducia, perché nessuno può dirti come si comporterà fra sei mesi di fronte a un prelievo contestato: quei sei mesi non sono ancora passati.
Un marchio di lunga data offre l'esatto contrario. L'offerta iniziale è quasi sempre più sobria e l'interfaccia meno brillante, ma il modo in cui gestisce una verifica documentale o un pagamento non è una promessa scritta nelle condizioni: è un comportamento osservato su un numero enorme di casi. Diversi operatori italiani di lungo corso, inoltre, vengono dal gioco fisico e mantengono una rete di punti sul territorio, quindi un canale di assistenza in più rispetto a chi nasce solo online.
Non esiste una risposta valida per tutti. Esiste però un modo per non sbagliare comunque: le due verifiche delle sezioni che seguono — il numero di concessione e i termini del bonus — richiedono pochi minuti e valgono allo stesso modo per un marchio appena arrivato e per uno presente da molti anni.
È il controllo più utile che puoi fare, e non richiede competenze tecniche. Il principio è uno solo: non fidarti della sigla, fidati del numero. Un logo o una dicitura si copiano in trenta secondi e vengono riprodotti anche da siti che non hanno alcun titolo per operare in Italia. Un codice di concessione, invece, o corrisponde a quel dominio nell'elenco pubblico o non corrisponde.
1. Scorri fino in fondo alla home page. Un sito legale indica lì il proprio numero di concessione. Nel 2026 è un numero a cinque cifre che inizia con 16.
2. Confrontalo con il registro ufficiale. ADM pubblica l'elenco dei siti autorizzati al gioco a distanza sul proprio sito, adm.gov.it, nella sezione dedicata. È la fonte che fa fede: nessun'altra pagina, compresa la nostra, sostituisce quel registro.
3. Controlla che il dominio coincida. Da quando una concessione vale per un solo sito, l'indirizzo che stai guardando deve essere esattamente quello associato al codice. Un dominio simile ma non identico, o lo stesso marchio su un secondo indirizzo, è un motivo serio per fermarsi.
4. Diffida delle licenze di altri Paesi. Un sito che espone soltanto un'autorizzazione estera non è abilitato a offrire gioco a distanza in Italia, per quanto nota possa essere la licenza citata. Se il numero italiano non c'è, la verifica è già finita.
Se il controllo va a buon fine sai che quel sito opera legalmente in Italia: tutele del giocatore, obblighi di identificazione e regole sui pagamenti valgono allo stesso modo per l'ultimo arrivato e per il marchio più conosciuto dell'elenco.
Capita di aprire due siti diversi e ritrovare la stessa griglia di giochi, gli stessi filtri, a volte perfino gli stessi menù. Non è un caso e non è necessariamente un problema.
Le ragioni sono di solito due. La prima è l'appartenenza allo stesso gruppo societario: marchi diversi, stessa proprietà, scelte di prodotto condivise. La seconda è tecnologica: molti operatori non costruiscono la piattaforma in casa ma la prendono in licenza da un fornitore, e i giochi arrivano comunque dagli stessi studi di sviluppo, che vendono i propri titoli a tutto il mercato. Cataloghi che si somigliano, quindi, dicono poco su chi c'è dietro.
Quello che è cambiato è il piano legale, ed è qui che la regola «una concessione, un sito» ti dà uno strumento di controllo semplice. Due siti simili con due numeri di concessione diversi sono due operatori regolarmente autorizzati che si assomigliano: nessun allarme. Lo stesso numero su due domini, invece, oggi non dovrebbe esistere, ed è il segnale che uno dei due non è quello che dichiara di essere — nella pratica, un dominio che si appoggia alla reputazione di un marchio autorizzato senza averne titolo.
È una verifica rapida che nel vecchio assetto non avrebbe avuto senso, perché le vetrine multiple erano legittime. Oggi invece ha senso, ed è forse il modo più veloce per riconoscere una copia.
Su un operatore presente da molti anni le informazioni le trovi già in giro. Su un marchio arrivato da pochi mesi no, e conviene guardare direttamente le condizioni.
Verifica del documento. L'identificazione è obbligatoria e il conto resta limitato finché non è completata. Falla subito dopo la registrazione, non il giorno in cui chiedi il primo prelievo: è lì che nascono quasi tutte le attese che i giocatori raccontano come «prelievo bloccato».
Prelievi. Guarda l'importo minimo, i tempi dichiarati e l'eventuale obbligo di prelevare sullo stesso strumento usato per il deposito. Sono le tre voci che determinano l'esperienza reale più di qualunque altra.
Metodi di pagamento. Controlla che almeno uno di quelli che usi abitualmente sia accettato sia in entrata sia in uscita: non sempre le due liste coincidono.
Strumenti di controllo. Un sito autorizzato ti permette di impostare limiti di deposito e di autoescluderti; l'autoesclusione registrata presso ADM vale su tutti i concessionari, non solo su quello dove la attivi.
Assistenza. Verifica che ci sia una chat in italiano e in quali orari risponde. Su una piattaforma nuova è la differenza fra un problema risolto in dieci minuti e una settimana di email.
Un ultimo accorgimento che vale solo per i siti senza storico: comincia con un deposito contenuto e prova presto un prelievo, prima di accumulare saldo. In un colpo solo misuri i tempi reali e la reattività dell'assistenza, cioè le due cose che nessuna scheda può garantirti in anticipo.
Un operatore appena arrivato spinge quasi sempre di più sull'offerta di benvenuto, perché deve farsi conoscere in un mercato affollato. È un vantaggio reale, ma «più visibile» non significa «più conveniente»: a decidere sono i termini, non la cifra in evidenza.
Le voci da cercare nel regolamento sono sempre le stesse. Il requisito di puntata, cioè quante volte devi rigiocare l'importo prima di poterlo convertire, e soprattutto il saldo su cui si calcola: che valga solo sul bonus oppure sulla somma di bonus e deposito fa una differenza enorme. La puntata massima consentita mentre il bonus è attivo, che è la regola più spesso violata per distrazione e la più spesso sanzionata con l'annullamento. La scadenza, perché quasi tutte le promozioni hanno una finestra di validità e un requisito ragionevole da completare in sette giorni può pesare più di uno alto spalmato su trenta. Il contributo dei giochi: le slot in genere valgono di più dei giochi da tavolo e del live, e in alcuni casi certi titoli non contano affatto. Il massimale convertibile, che può limitare quanto puoi effettivamente incassare a prescindere dall'andamento.
Controlla anche se serve un'adesione esplicita o un codice al momento del deposito: un'offerta non richiesta, di norma, non viene assegnata a posteriori. Se ti interessano le formule che non richiedono un versamento iniziale, ne parliamo separatamente nella guida ai bonus senza deposito, dove i requisiti non spariscono, si spostano soltanto.
Un chiarimento su cosa stai leggendo, perché ci sembra più utile di un'ennesima dichiarazione di indipendenza.
La lista in cima raccoglie i casinò che seguiamo per il mercato italiano: comprende i due arrivi recenti e marchi presenti da molti anni. Per i sedici riportati nell'elenco più sopra abbiamo confrontato il numero di concessione con il registro ADM uno per uno; per qualunque altro nome tu incontri, il codice va cercato in fondo al suo sito e verificato prima di aprire un conto. L'ordine in cui le schede compaiono non indica quale sia il marchio più nuovo: per quello valgono i due nomi che abbiamo indicato esplicitamente, Stanleybet ed Elabet, e l'etichetta «Nuovo 2026», che segnala l'arrivo più recente nella selezione.
I numeri di concessione riportati in questa pagina sono stati confrontati con il registro pubblicato da ADM, non ripresi da fonti secondarie, e quando la nostra selezione cambia aggiorniamo la pagina e la data in alto. Se cerchi un punto di partenza più ampio, la nostra panoramica dei casinò online copre lo stesso mercato senza il filtro della novità.
Un'ultima cosa, detta una volta sola. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica: usa i limiti di deposito, fissali prima di giocare e non trattarli come un ostacolo. Se senti che stai perdendo il controllo, l'autoesclusione presso ADM è gratuita e vale su tutti i siti autorizzati.
Trova qui sotto le risposte alle domande più frequenti su Nuovi casinò online.
Due cose distinte. Da un lato i marchi entrati da poco nel mercato italiano: in questa pagina sono Stanleybet ed Elabet. Dall'altro il fatto che dal 13 novembre 2025 ogni sito legale opera con una concessione rilasciata in base alla nuova disciplina, quindi con un codice diverso rispetto al passato. Nella pratica: un marchio può essere «nuovo» perché è appena arrivato, oppure perché è appena stato riautorizzato.
Cerca il numero di concessione in fondo alla home page: oggi è un codice a cinque cifre che inizia con 16. Confrontalo con l'elenco dei siti autorizzati che ADM pubblica su adm.gov.it e controlla che il dominio coincida, perché una concessione vale per un solo sito. Se il numero manca del tutto, la verifica è già finita.
Sul piano regolamentare sì: la concessione impone gli stessi obblighi a un marchio arrivato di recente e a uno presente da molti anni. Cambia l'esperienza pratica, perché su un marchio recente esistono meno riscontri sui tempi di prelievo e sull'assistenza. Verifica il numero di concessione, poi leggi le condizioni di prelievo e prova la chat in italiano.
Spesso un operatore appena arrivato spinge di più sull'offerta di benvenuto, perché deve farsi conoscere. Un bonus più visibile però non è automaticamente più conveniente: contano il requisito di puntata e il saldo su cui si calcola, la puntata massima consentita mentre il bonus è attivo, la scadenza, il contributo dei singoli giochi e l'eventuale massimale convertibile. Leggi i termini prima di aderire.
Di solito perché appartengono allo stesso gruppo oppure prendono in licenza la stessa piattaforma tecnologica e si servono degli stessi fornitori di giochi, quindi catalogo e interfaccia si somigliano. Oggi però ogni sito autorizzato ha una concessione propria: due siti simili devono avere due numeri diversi, e lo stesso numero su due domini è un segnale d'allarme.
Perché non è un dato che possiamo verificare in modo affidabile. Le date che circolano confondono la fondazione della società, l'arrivo del marchio in Italia e l'apertura del sito di gioco a distanza, e sono spesso in contraddizione fra loro. Pubblichiamo quindi solo ciò che si può controllare in modo indipendente: il numero di concessione dei sedici marchi che abbiamo confrontato con il registro ADM.
Perché è la sigla con cui gli italiani hanno conosciuto il gioco legale per anni ed è rimasta nel linguaggio comune anche dopo il cambio di denominazione dell'ente. Oggi l'autorità competente è ADM e i documenti ufficiali usano solo questa sigla: cercare il vecchio acronimo o quello attuale porta comunque agli stessi operatori autorizzati.
Le classifiche nascono da test reali e dati dei giocatori — mai dalle commissioni. Cinque fattori ponderati, la stessa scala per ogni operatore. Leggi il metodo completo →
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